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Parrocchia della Resurrezione Voghera

Lc 21, 25-28. 34-36

Pubblicato il7 Dicembre 2024

Testo Lc 21, 25-28. 34-36

(edizione Bibbia CEI 2008)

25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

Commento a cura del Gruppo Donne

Non una fine ma un inizio

Questo brano, seguendo quello della scorsa domenica nel quale si leggeva di Gesù umiliato e condotto in catene per essere giudicato, ci indica chiaramente che Gesù umiliato non è l’evento definitivo e che Egli tornerà a portarci liberazione.

Il linguaggio apocalittico ci colpisce e notiamo le diverse traduzioni del Vangelo, dove alla parola “potenza” viene sostituita “energia”, e alla parola “gloria” viene sostituito “splendore”, rendendo il linguaggio più vicino al nostro sentire. A liberazione associamo il significato di salvezza.
Riflettiamo sul senso del brano apocalittico posto nella prima domenica di Avvento: per iniziare qualcosa di nuovo occorre prima rompere con il vecchio, occorre la de-creazione per dar via alla ri-creazione.

Alzate il capo

Il versetto “risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” invita a stare in piedi nelle difficoltà, con la stessa regalità di Gesù. E’ un invito molto forte e avvertiamo il messaggio in modo particolare in questi tempi dove le paure che ci assalgono sono molte e riguardano anche il futuro del mondo (citata la eco-ansia). Meditiamo sull’ansia per il futuro che Gesù potrà aver provato nel vedere quanto gli Apostoli non fossero in grado di capirlo, nonostante la predicazione e la vita trascorsa insieme.

Questo messaggio ci invita a speranza, sicurezza e fortezza e si ricollega alla Prima Lettura (Ger 33,14-16) che parla del ritorno dall’esilio.

Ad esempio, si riscontra nei ragazzi a scuola una disattenzione diffusa verso ciò che li circonda, e gli esperti indicano che tale disattenzione è dovuta all’ansia, per cui si reagisce ignorando le situazioni ansiogene e crendo una propria zona di sicurezza. Per gli educatori/educatrici è molto difficile capire cosa fare al riguardo e si procede a tentativi

La preghiera aiuta a tenere la testa alta e a “guardare oltre”. Una forma di preghiera è la contemplazione, tramite la quale scopriamo il bello nelle altre persone, ad esempio nei giovani.

 Qualcosa sta già succedendo

Il ritorno di Gesù è nell’oggi. Quali sono i piccoli ritorni che quotidianamente avvengono? Quali i piccoli germogli disseminati nel caos, nella confusione? Le parole “vegliate e pregate in ogni momento” ci indicano di fare attenzione per scorgerli, perché non è facile scoprire il “già” nel “non ancora”.

Pensiamo all’ incontro di Genova (incontro nazionale dell’Associazione Donne per la Chiesa), che è stato un germoglio, dove abbiamo compreso che insieme possiamo aiutarci a vincere l’ansia e le paure. Come singolo individuo siamo impotenti, e l’esperienza di Dio è esperienza di relazione e di comunità.

Riflettiamo sul messaggio di non disperdersi negli affanni della vita. E’ un invito a vivere pienamente il presente, a fare esperienza di ciò che c’è già nelle nostre vite. Ripensiamo alle parole sul Kairos di Marinella Perroni, teologa e biblista, che nel suo intervento nell’incontro con la città di Genova ci ha spronate a non rimanere in attesa che qualcosa cambierà ma di “abitare questo tempo sospeso” come tempo nel quale  “qualcosa” di speciale accade, un tempo dove Dio si rivela.

Strada Oriolo 7, 27058 Voghera (PV)

Telefono: 0383/369578

E-mail: parrocchia.resurrezione@gmail.com

Parroco pro tempore: Don Pio Francesco Lovetti

Leggi qui il nostro REGOLAMENTO PRIVACY

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